EDUCARE SI PUO?
All’inizio dell’anno scolastico, e per le parrocchie del
nuovo anno pastorale e liturgico, ci troviamo alle prese
con programmi, calendari, attività.
In particolare numerosi sforzi sono profusi per offrire ai bambini e ai ragazzi
occasioni...
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EDUCARE SI PUO?
All’inizio dell’anno scolastico, e per le parrocchie del
nuovo anno pastorale e liturgico, ci troviamo alle prese
con programmi, calendari, attività.
In particolare numerosi sforzi sono profusi per offrire ai bambini e ai ragazzi
occasioni di formazione e aiuto alla loro crescita.
Il panorama delle proposte mi verrebbe da definirlo
“educativo”.
Sembra però una parola non più attuale davanti all’ideologia dello “sviluppo” o della libera “autorealizzazione”.
L’educazione sottende una proposta di
vita intesa come vera, bella e buona.
E’ possibile?
E’ diffusa una prassi molto dimessa di vita, senza
grandi progetti, vissuta a spizzico, che ci rende disponibili a cogliere le piccole opportunità e i piccoli piaceri
che essa offre.
Maestri di questa prospettiva “estetica”
sono gli adolescenti.
Unico imperativo categorico operante pare essere quello di divertirsi: “Soltanto se mi diverto, sono certo di esistere”.
E gli adulti?
Il dibattito pubblico sull’argomento sembra
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