Se dalla critica di Venturi nei due decenni del
Novecento si diffonde la corporatura dell’opera di
Caravaggio, nitida a datazione precoce nel corso del
secolo da negazioni e smentite, anche dipinti come il
Suonatore di liuto (figura 1) dell’Ermitage non...
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Se dalla critica di Venturi nei due decenni del
Novecento si diffonde la corporatura dell’opera di
Caravaggio, nitida a datazione precoce nel corso del
secolo da negazioni e smentite, anche dipinti come il
Suonatore di liuto (figura 1) dell’Ermitage non sono
dovuti a una sua scoperta: con generica
denominazione del soggetto l’autografia, rifiutata in
un primo momento dal fondo della National Gallery
di Londra, carica di ambiguità percorre l’Europa
senza incertezze dal secondo Ottocento.
Sotterraneo, il confronto tra Venturi e Longhi,
disseminato di improvvise e accese predilezioni
quasi subito reciprocamente dissuase - i Gentileschi
della Spada attribuiti da Venturi scomparsi dal
catalogo del 1921, gli Spadarino di Ancona rinnegati
da Longhi dopo trent’anni - è fatto di taglienti colpi
polemici e rivendicazioni.
Fra questi spicca, donata al
Louvre nel Seicento la
Pamphilj, la Buona ventura
Capitolina, sottratta al
catalogo caravaggesco
prima della Seconda guer
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